Un nuovo umanesimo scientifico. Prospettive. Speranze. Rischi.
Dal 15 al 19 aprile, tra Foligno e Fabriano, si terrà la XV edizione della Festa di Scienza e di Filosofia – Virtute e Canoscenza. Un nuovo umanesimo scientifico. Prospettive. Speranze. Rischi è il tema di quest’anno è sottolinea la necessità di un’integrazione consapevole tra tradizione umanistica, metodo scientifico e tecnologia avanzata.
L’umanesimo scientifico non consiste nella semplice coesistenza tra scienza e valori, ma in una loro integrazione profonda. La scienza offre strumenti potenti di trasformazione; l’etica ne orienta l’uso verso fini giusti e consapevoli. Solo dal dialogo continuo tra queste due dimensioni può nascere un progresso autenticamente umano.
Di che cosa parliamo quando parliamo di verità nella scienza?
18 aprile, ore 15.00
Palazzo Trinci, Sala Faloci Pulignani, Foligno
con Antonio Zoccoli, Presidente INFN e Centro Nazionale di ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing
La storia della scienza è caratterizzata da una profonda trasformazione del concetto di verità: alla verità aristotelica, assiomatica e dogmatica, si è contrapposta con Galileo una verità dinamica, verificabile e falsificabile. Questa svolta ha agito come motore del progresso scientifico, rendendo possibile una nuova forma di ricerca fondata sulla verifica delle ipotesi e sul confronto con i dati empirici, e conducendo in pochi secoli da una società medievale prevalentemente agricola a una società contemporanea altamente tecnologica. In questo quadro, la ricerca scientifica di base ha aperto la strada all’innovazione in numerosi ambiti — dalla fisica fondamentale alla biologia, dalla geologia all’epidemiologia — mostrando come il progresso emerga dal confronto critico tra dati e modelli, tra ipotesi nuove e verità consolidate. Ne emerge il ruolo centrale del metodo scientifico come fondamento di un sapere in continua evoluzione, capace di rivedere costantemente la propria idea di verità.
L’eleganza del vuoto
19 aprile, ore 16.30
Palazzo Trinci, Sala Faloci Pulignani, Foligno
con Guido Tonelli, ricercatore INFN e CERN
Per secoli filosofi e scienziati hanno discusso della natura del vuoto. Newton lo immaginava come uno spazio assoluto. Einstein lo ha riempito di una nuova sostanza materiale: lo spazio-tempo. Cento anni fa, con la meccanica quantistica, il vuoto diventava protagonista indiscusso della nuova visione del mondo. Il vuoto non è il nulla, ma uno stato brulicante di energia e attraversato da fluttuazioni incessanti. Oggi sappiamo che nel suo scrigno invisibile si nasconde il più incredibile dei segreti: la nascita del nostro universo materiale.
L’energia per il futuro dell’Italia
19 aprile, ore 11.30
Palazzo Trinci, Sala Faloci Pulignani, Foligno
con Fernando Ferroni, professore GSSI, direttore Einstein Telescope Organisation e ex presidente INFN, Paola Battistoni, ex responsabile Divisione Sviluppo Energia da Fusione di ENEA, e Gioele Pagot, professore presso Università degli studi di Padova.
Il consumo di energia nel mondo è in crescita. Le fonti tradizionali (carbone, petrolio, gas) possono garantire la copertura, il bisogno ma creano un problema enorme a causa dell’emissione di anidride carbonica e il conseguente impatto negativo sul clima. I recenti e drammatici eventi in Europa hanno comunque posto il problema della dipendenza dell’approvvigionamento da stati con cui le relazioni sono complesse. Per l’Italia si pone il problema di quale strada scegliere. Rinnovabili come obbligo ma quali? Le batterie sono una soluzione per lo stoccaggio? E la fusione nucleare manterrà mai la promessa di fare l’energia dall’acqua?




