Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro

12 Ott - 27 Feb 2022
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194
Roma, 00184 Italia
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Immagine dell'installazione che rappresenta il modo di 20 pendoli doppi

Un racconto interattivo in sei tappe, attraverso strumenti, opere, installazioni multimediali, che mette in luce la crisi che scaturisce dall’incertezza, ma anche il valore e la forza degli strumenti e delle idee della scienza che ci aiutano a gestirla.

Dal 12 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022 è aperta al pubblico la mostra Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro, ospitata al Palazzo delle Esposizioni di Roma e dedicata ad avvicinare il grande pubblico all’idea di incertezza e a come la scienza la “gestisca” in contesti diversi: dagli aspetti di fisica fondamentale alla descrizione delle epidemie, dalle previsioni climatiche fino ai big data e alle profilazioni individuali. A coinvolgere e interessare i visitatori, un racconto interattivo in sette tappe, attraverso strumenti, opere, installazioni multimediali, che mette in luce la crisi che scaturisce dall’incertezza, ma anche la capacità della scienza di confrontarsi con l’incertezza e sviluppare strumenti per comprendere e fare previsioni sulla realtà.

Logo della mostra "Incertezza" rappresentato da una linea sinusoidaleLa categoria dell’incertezza permea la visione scientifica moderna, e in particolare proprio quelle scienze che solitamente sono chiamate “esatte”. Le informazioni sul mondo, infatti, sono frutto di osservazioni e misure che hanno sempre un margine di incertezza. Questo può essere valutato e ridotto, ma mai eliminato del tutto, perché trae origine da fluttuazioni casuali che accompagnano inevitabilmente i fenomeni naturali e le stesse procedure osservative.  A partire dal Settecento, gli scienziati hanno scoperto come imbrigliare il caso attraverso la logica e la probabilità. Grazie allo sviluppo di metodi matematici e statistici che incorporano l’incertezza relativa ai singoli elementi di un insieme e la superano nella descrizione collettiva, la scienza ha acquisito la capacità di descrivere e prevedere il comportamento quantitativo di sistemi naturali e umani sempre più complessi. La rivoluzione quantistica, poi, ha mostrato come il caso si annidi anche al livello dei costituenti fondamentali del mondo fisico. Ma l’incertezza non è solo un concetto scientifico: è anche un aspetto centrale della nostra esistenza. I rapidi cambiamenti in atto e, in modo ancor più dirompente, gli effetti sulla nostra vita della attuale pandemia hanno reso pervasivo e persistente il tema dell’incertezza, collocandolo al centro degli sforzi di interpretazione della contemporaneità. La mostra Incertezza  illustra alcune delle molteplici sfaccettature dell’idea di incertezza, e i modi in cui la scienza fa i conti con essa. E dalla consapevolezza dell’ineluttabilità dell’incertezza scaturisce la necessità di ripensare e valorizzare le idee e gli strumenti che ci permettono di comprenderla e di governarla, interpellando la scienza, l’arte e la cultura a ogni livello.

Il percorso espositivo

La mostra si articola in sette sezioni tematiche, che conducono il visitatore a scoprire come la categoria dell’incertezza si intersechi con i metodi e i modelli mediante i quali la scienza ci permette di comprendere la realtà e di fare previsioni sui fenomeni naturali e sociali.

Misurare l’incertezza

Quando, tra Otto e Novecento, è sorta la necessità di misurare il mondo in maniera sempre più accurata, l’incertezza ha fatto irruzione nelle scienze “esatte”, e ci si è posti il problema di valutarla e quantificarla. La ricerca della precisione è diventata così anche una conquista dell’errore. Il percorso si snoda tra oggetti iconici come la sfera di silicio usata per ridefinire le unità di misura campione, e i più sofisticati apparati sperimentali della fisica contemporanea, come uno degli specchi dell’interferometro Virgo, grazie al quale sono state osservate per la prima volta le onde gravitazionali.

La logica del caso

In questa sezione si scopre come la prima fonte di incertezza nella conoscenza quantitativa del mondo sia rappresentata dalle fluttuazioni casuali che accompagnano inevitabilmente i fenomeni naturali. Nel corso dei secoli, si è capito, grazie alla teoria della probabilità, che queste fluttuazioni sono descritte da leggi matematiche, e che il caso può essere domato. In esposizione, gli scritti di Galileo sul gioco dei dadi, gli appunti di Bruno De Finetti sulla probabilità nei pronostici calcistici, e un divertente strumento per visualizzare le incertezze statistiche, la macchina di Galton.

Incertezze fondamentali

La fisica del Novecento ci ha insegnato che esistono, nelle profondità del reale, delle incertezze fondamentali. La rivoluzione quantistica ha spinto la descrizione probabilistica fino al livello dei costituenti elementari del mondo, mostrando come vi siano in natura margini ineliminabili di indeterminazione. Una grande installazione immersiva e interattiva, progettata e realizzata in collaborazione con Dotdotdot, coinvolge il visitatore nel mondo delle particelle, attraverso una rappresentazione metaforica del collasso della funzione d’onda, uno dei concetti base della meccanica quantistica.

Caos

L’incertezza riguarda soprattutto il futuro. Tanto più se i sistemi di cui vogliamo conoscere l’evoluzione nel tempo sono soggetti al caos (scientificamente inteso). Nella sezione dedicata a questo tema si vede come impercettibili incertezze iniziali possono condurre a esiti profondamente diversi, limitando la portata temporale delle nostre previsioni. Un’esperienza immersiva di visualizzazione dei moti caotici affiancherà l’illustrazione delle tecniche usate in meteorologia, un ambito della scienza e della vita quotidiana dominato dal caos.

Simulare e prevedere

L’attualità ci espone continuamente a situazioni e processi di enorme complessità: la scienza si è attrezzata con modelli sempre più raffinati e la necessaria potenza di calcolo per analizzare questi fenomeni. Nella sezione Simulare e prevedere il visitatore scoprirà, grazie a installazioni interattive, sviluppate e realizzate con Limiteazero, come si simula un terremoto, come si modellizza la diffusione di un’epidemia e come si studiano i cambiamenti climatici su scala planetaria.

Persone e Dati

La rivoluzione dei dati ha reso disponibile un’immensa quantità di informazioni su quasi tutti gli aspetti della nostra vita sociale e personale. Siamo, in modo più o meno consapevole, soggetti ad algoritmi, basati su potenti strumenti statistici e informatici, che cercano di descrivere quantitativamente e prevedere i nostri comportamenti, con vari gradi di incertezza.

Nella sezione Persone e Dati, il visitatore farà esperienza in modo interattivo del funzionamento di alcuni di questi algoritmi di profilazione e raccomandazione, finalizzati a indovinare e a indirizzare le sue scelte.

Futuri cosmici

Nulla sfugge all’incertezza, neanche l’universo, inteso come un tutto. Grazie alle più recenti evidenze osservative nel campo della cosmologia, la domanda su quale sia il destino del nostro universo ha acquisito connotati scientifici più solidi, ma rimane tuttora inevasa. Nell’ultima sezione della mostra, una videoproiezione racconta i possibili scenari futuri del nostro universo accompagnando il visitatore verso la conclusione del viaggio.

La mostra Incertezza è a cura di INFN, Vincenzo Barone, Fernando Ferroni, Vincenzo Napolano, Antonella Varaschin e co-prodotta da Azienda Speciale Palaexpo e INFN. La mostra rientra nel più ampio progetto promosso da ROMA Culture e concepito e organizzato da Azienda Speciale Palaexpo Tre stazioni per Arte-Scienza, dedicato all’incontro tra scienza, arte e società, declinato attraverso tre diverse prospettive: quella storica con la mostra  La scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città, quella artistica con la mostra Ti con zero, e quella, appunto, della ricerca scientifica di frontiera, con la mostra Incertezza, realizzata con la partecipazione di EGO – European Gravitational Observatory, EPIcx lab-INSERM Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale, GSSI- Gran Sasso Science Institute, e Sony CSL Paris.

Banner del progetto Tre Stazioni per Arte-Scienza di Palazzo delle Esposizioni di Roma

Il progetto nasce dal desiderio di intervenire nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra scienza e società che cambiamenti climatici e pandemia hanno reso di primaria importanza. Tre stazioni per Arte-Scienza mette in mostra la possibilità che metodi e istanze, diverse e separate, determinino non soltanto punti di contatto, ma nuovi territori di esperienza, di formazione, di crescita, di riflessione.

Gli ambienti della mostra sono stati ideati dallo studio Formafantasma– Simone Farresin e Andrea Trimarchi – due artisti e designer italiani con base a Milano e Rotterdam. Inseriti nel 2011 dal “New York Times” tra i designer più influenti per il decennio successivo, sono stati insigniti nel 2020 Designer of the Year al Dezeen Awards.

Le tre mostre saranno aperte al pubblico dal 12 ottobre al 27 febbraio 2022.

Iniziative ed eventi collaterali

Le mostre saranno accompagnate da un ampio programma di laboratori, conferenze, eventi e rassegne cinematografiche, e da un ricco palinsesto digitale, con l’intento di promuovere la partecipazione di diversi pubblici, la commistione tra diversi saperi, il superamento dell’idea stessa di “mostra” verso un’esperienza che coniughi gli aspetti espositivi con quelli pedagogici e performativi. Di seguito, gli eventi organizzati nell’ambito della mostra Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro. Il programma completo degli incontri è disponibile sul sito di Palazzo delle Esposizioni: Tre stazioni per Arte-Scienza. Incontri | Palazzo delle Esposizioni.

15 Dic

Quark e glaciazioni. Conversando sul semplice e sul complesso

Nella ricerca in fisica delle particelle come nell’analisi dei sistemi complessi, l’incertezza gioca un ruolo fondamentale.

16 Dic

Scienza e società. In ricordo di Pietro Greco e Rossella Panarese

Dialogo su una comunicazione della conoscenza rigorosa ma accessibile e condivisa, che coinvolga in prima persona scienziati, studiosi, divulgatori e giornalisti.